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Mi chiamo Alessandra Favaron e sono mancina

Mi chiamo Alessandra Favaron e sono mancina

Mi chiamo Alessandra Favaron e sono mancina.

Sì, prima che ”artigiana fioraia” sono stata una bambina che usava solo la mano sinistra nel tempo in cui si pensava che il diavolo albergasse in questa mano.

Perché iniziare la mia presentazione da questa informazione? Voglio raccontare un pezzo di ”fioraia” meno conosciuto ma che forse potrà dare uno spunto di forza a qualcuno di voi. Alla fine della scuola media, la mia insegnante di una materia che al tempo si chiamava ”applicazioni tecniche” scrisse sul mio libretto personale di giudizio che sconsigliava con decisione qualsiasi tipo di scuola dove fossero previste attività manuali. Ragione di tanta determinazione fu la mia incapacità di eseguire con la mano destra i lavori che mi venivano assegnati. L’ago, l’uncinetto e perfino i ferri mi erano ostili, ciascuno di questi strumenti dentro la mia mano destra diventava nemico della mia giovane creatività. Mentre intorno a me fiorivano tovaglie e centrini come non ci fosse un domani, io partorii un tovagliolo di trenta cm che ancora conservo come monito. La mia insegnante, se così la vogliamo chiamare, non essendo in grado di aiutarmi a lavorare con l’unica mano che mi funzionasse preferì bollarmi come ”incapace”. Per concludere questa storia un po’ triste e un po’ comica dirò che feci una scuola che non mi piaceva ma non richiedeva attitudini artistiche, così come era stato consegnato. In seguito provai ogni tipo di esperienza lavorativa ma sempre con un cassetto pieno di sogni che mi incoraggiava a cercare con pazienza la mia buona strada.

La costanza premiò la bambina mancina…

Giorno dopo giorno coltivai la grande passione di studiare la forma e il colore delle rose, delle viole, delle peonie e delle margherite perché traevo un’immensa soddisfazione nel rubare i segreti della natura nascosti tra i petali. Nel tempo ho fatto e disfatto e ancora rifatto centinaia di fiori con ogni tipo di trama, fino ad innamorarmi della luce del velluto e sceglierlo come mio tessuto preferito. Oggi le mie mani mi danno da vivere, la mano sinistra in particolare ha perso il suo goffo incedere ed è diventata veloce e agile. Direi che è quasi una gioia vederla lavorare. A lei devo molto, soprattutto l’avermi fatto scoprire un piccolo talento fiorito nascosto tra le insicurezze della mia gioventù.

Un po’ di fortuna mi ha permesso di fare un primo tratto di strada con Mariacristina, la mia amica di tutta una vita, che mi ha coinvolto in un’avventura nel mondo dell’arredamento in cui abbiamo unito il suo legno norvegese ai miei pizzi e velluti. Ho continuato il viaggio con un’altra amica: Elisa de ”La bottega di Elisa”. Con lei ho mosso i primi passi nel mondo delle fiere della creatività e a lei va sicuramente la mia gratitudine per aver creduto in me e avermi dato un’opportunità di crescita. È cosi che sono diventata ”La fioraia pazza” e questo nome, scelto per me da Elisa, lo indosso come una seconda pelle perché in due parole mi racconta alla perfezione.

Un po’ alla volta si è aperto sempre più il cassetto dei sogni e ora, dopo tanti anni di petali e anche qualche lacrima, ho avuto la presunzione di pubblicare quattro riviste. In questi cataloghi sono contenuti decine e decine di progetti che ho condiviso con migliaia di affezionate signore con la passione per le attività creative. Quest’anno ho festeggiato 60 anni e il mio cassetto dei sogni è quasi del tutto aperto. Non ho nulla da insegnare se non a fare fiorellini, ma ho raccontato una storia di vita vissuta che potrebbe dare un’opportunità di meditazione a chi la legge. Far riflettere qualche insegnante con il delirio di onnipotenza su come un giudizio presuntuoso possa interferire sull’autostima di un giovane. Far riflettere qualche fanciulla con pochi sogni o qualche ”ragazza” più matura che si è abituata a vivere senza più aprire quel famoso cassetto

Comments (16)

  1. Avatar

    Che bel racconto! Mi ha emozionata tanto…signora Fioraia Pazza! Ciao, Ale…a presto!

    Laura Di Lauro
    Gen 15, 2020 Rispondi
    • Avatar

      Ciao Laura ti ringrazio e ti abbraccio, a presto!

      Alessandra
      Gen 15, 2020 Rispondi
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        Bellissima storia, la tua vita e direi che ne è valsa la pena di far lavorare la tua mano sinistra, complimenti.

        Maria Dolfini
        Gen 18, 2020 Rispondi
    • Avatar

      Adoro la fioraia seguo da anni ho fatto corsi con lei e la sua meravigliosa bimba

      Claudia
      Feb 7, 2020 Rispondi
  2. Avatar

    Che bella storia mi ha emozionato

    Marina
    Gen 18, 2020 Rispondi
  3. Avatar

    Bellissima opportunità ti ha dato questa professoressa che non ha capito nulla di te………. bravissima ti meriti tutte le tue soddisfazioni….. io ricevo molti complimenti quando indosso le tue collane 👏🏼🥰

    Daniela Bacci
    Gen 18, 2020 Rispondi
  4. Avatar

    Grazie per averci svelato alcuni tratti di te. Rivedo molto in me quello che tu hai vissuto, anche se il mio cassetto purtroppo è ancora chiuso, la mia creatività non si è ancora spenta.

    Ornella Stanzani
    Gen 18, 2020 Rispondi
  5. Avatar

    Ciao Alessandra mi ritengo una fortunata ad aver incontrato te e la tua “Mano”. Mano che negli anni ha imparato tanto e che tantissimo e capace di insegnare ;a persone che come me trovano nei tuoi corsi:professionalità, gusto, amore, , gentilezza e tanta educazione. Un abbraccio

    Raffaela. Napoli
    Gen 18, 2020 Rispondi
    • Avatar

      Ale, sei una persona speciale che con le tue creazioni mi fai sentire come Alice nel paese delle meraviglie, spero di rivederti presto

      Stefania
      Gen 18, 2020 Rispondi
  6. Avatar

    Commovente…e lezione di vita ad alcuni insegnanti…brava Ale

    Maria Bertina Vona
    Gen 18, 2020 Rispondi
  7. Avatar

    Tu Alessandra, mi permetto darti del tu perche attraverso le riviste sei diventata mia amica , sei un genio di creativita con un gusto raffinatissimo

    Patrizia
    Gen 18, 2020 Rispondi
  8. Avatar

    Ciao Ale, devi dire grazie a quella “insegnante”, ti ha fatta diventare la donna creativa che sei 👏👏👏ti abbraccio e ci rivediamo quando vieni a Napoli in primavera 😘

    Linda gioia
    Gen 18, 2020 Rispondi
  9. Avatar

    Cara Alessandra, nel tuo racconto rivedo la mia mamma classe 1925 che, dopo qualche classe elementare e tante steccate sulle mani per farla scrivere con la destra, veniva mandata da una sarta per imparare il mestiere. Per tutta la vita fu grata a questa donna, che intuendo le sue abilità la lasciò lavorare in libertà con la sinistra, diventando credo, l’unica sarta mancina!

    Caterina
    Gen 18, 2020 Rispondi
  10. Avatar

    Alessandra sei una persona straordinaria, che ha avuto la forza di credere in se stessa e fare di quello che per tanti era un difetto una virtù creando delle meraviglie. Un abbraccio

    Consuelo
    Gen 19, 2020 Rispondi
  11. Avatar

    Brava, dovremmo credere di più in noi stesse e non a quello che dicono gli altri. Se riusciamo a fare ciò che ci rende felice riusciremo anche a dare gioia agli altri, anche nelle piccole cose. Complimenti.

    Rita
    Gen 22, 2020 Rispondi
  12. Avatar

    Io sono una Insegnate di scuola primaria una di quelle che do rebbe aiutare a far venir fuori il meglio da ognuno e nn ti nascondo che è luogo comune nella scuola che i mancini non abbiano una bella grafia, che sono disordinati e via dicendo….. Ma è solo la nostra incapacità di destrorsi a mettersi nei panni degli altri: Noi siamo incapaci ad insegnare ad un mancino come si impugna una matita. Non ne parliamo delle forbici.. Allora è più semplice dire che gli altri sono incapaci quando lo siamo noi!!

    loredana apice
    Gen 27, 2020 Rispondi

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